Conferenza Episcopale

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VATICANO - Comunicato della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli sulla diocesi di Ahiara

19 febbraio 2018 13:24:31 Fides News - Italian

Città del Vaticano – La Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli ha diffuso oggi il seguente comunicato. "Il Santo Padre, accogliendo la richiesta di S.E. Mons. Peter Ebere Okpaleke, lo ha sollevato dall’ufficio di Vescovo di Ahiara, e allo stesso tempo lo ringrazia per il suo amore alla Chiesa. Il Papa Francesco, nei mesi di giugno e luglio 2017, come da Lui richiesto, ha ricevuto 200 lettere da parte di singoli sacerdoti della Diocesi di Ahiara, in cui essi gli hanno manifestato obbedienza e fedeltà. Alcuni, tuttavia, hanno fatto presente la propria difficoltà psicologica a collaborare con il Presule dopo questi anni di conflitto. In considerazione del pentimento, il Santo Padre non ha voluto procedere con sanzioni canoniche, ed ha incaricato la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli di rispondere a ciascuno di essi; la Congregazione ha esortato ogni sacerdote a riflettere sul grave danno inferto alla Chiesa di Cristo ed ha auspicato che mai in futuro abbiano a ripetersi azioni così irragionevoli di opposizione verso un Presule legittimamente nominato dal Santo Padre; ha anche chiesto che il clero compia gesti di perdono e di riconciliazione nei confronti del Presule. Il Santo Padre è grato a quanti, sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli, hanno mostrato vicinanza a S.E. Mons. Okpaleke e lo hanno sostenuto con la propria preghiera. E’ altresì grato ai Fratelli Vescovi della Conferenza Episcopale della Nigeria per il sostegno dato al loro confratello, al quale invia una speciale Benedizione Apostolica. Ringrazia poi Sua Eminenza il Cardinale John Onaiyekan per il servizio prestato quale Amministratore Apostolico; inoltre S.E. Mons. Ignatius Kaigama, Presidente della Conferenza Episcopale, e l’Arcivescovo Metropolitano di Owerri, S.E. Mons. Anthony Obinna, per gli sforzi compiuti nella penosa vicenda. Il Santo Padre non intende per ora nominare un nuovo Vescovo in Ahiara, ma si riserva di continuare ad avere Egli stesso una speciale sollecitudine verso quella Diocesi, chiamando a collaborare un nuovo Amministratore Apostolico Sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis nella persona di S.E. Mons. Lucius Iwejuru Ugorji, Vescovo di Umuahia, al quale concede tutte le facoltà riservate all’Ordinario. Il Santo Padre, che accompagna con la preghiera questa nuova fase della vita della Chiesa di Ahiara, auspica che con il nuovo Amministratore Apostolico si riprenda la vita ecclesiale e mai più si abbiano azioni che feriscano il Corpo di Cristo". Link correlati : Lettera di dimissioni di S.E.Mons. Okpaleke (in inglese) Lettera di S.E.Mons. Okpaleke alla Conferenza Episcopale (in inglese) Lettera della Congr. Evang. Popoli al Presidente della Conferenza Episcopale (in inglese) Lettera della Congr. Evang. Popoli al Presidente della Conferenza Episcopale (in italiano) Lettera della Congr. Evang. Popoli a S.E.Mons. Okpaleke (in inglese) Lettera della Congr. Evang. Popoli a S.E.Mons. Okpaleke (in italiano) Lettera della Congr. Evang. Popoli a S.E. Card. Onaiyekan (in inglese) Lettera della Congr. Evang. Popoli a S.E. Card. Onaiyekan (in italiano)

Vice Tutte le news Time19 febbraio 2018 13:24:31


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AMERICA/VENEZUELA - Il Presidente dei Vescovi: "La Chiesa accompagna la società con la profezia, la denuncia e l'annuncio del Vangelo"

26 gennaio 2018 09:55:10 Fides News - Italian

Barinas - “Un quadro dantesco”. Con questa efficace espressione, il Vescovo José Luis Azuaje, alla guida della diocesi di Barinas e Presidente della Conferenza Episcopale Venezuelana , descrive all'Agenzia Fides la situazione socioeconomica del paese. “Nella vita dei cittadini, il potere di acquisto quasi pari a zero. C'è tanta disperazione, che porta le persone a commettere saccheggi e violenze, ogni giorno di più, perchè non si trovano alimenti nei supermercati. Per non parlare delle medicine”, rileva. La ricchezza del paese “non giunge alla gente, perchè la prende lo Stato”, spiega, “ma il popolo, impoverito, merita di essere soggetto del suo destino, con dignità ”. Le forze armate, poi, “stanno reprimendo con violenza le proteste e non agiscono per proteggere la vita dei cittadini, mancando nel rispettare i diritti umani”. La Chiesa, prosegue il Presidente, contribuisce come può, soprattutto grazia all'opera della Caritas, ma soffre anch'essa per la diminuzione dei fondi, che i fedeli donano attraverso le collette. Si registra, inoltre, l'esodo di sacerdoti stranieri anziani, malati o semplicemente spaventati dalla violenza e dalla mancanza di possibilità di cure. “La metà dei nostri incaricati della pastorale familiare e dei leader giovanili - rileva preoccupato il Vescovo - sono ormai emigrati in Colombia, Perù o Cile, perchè qui non hanno opportunità”. Insieme con loro hano lasciato il paese circa due milioni di connazionali, per i quali mons. Azuaje chiede la solidarietà dei paesi limitrofi, perchè li ricevano e "accolgano come fratelli”. Per la drammatica situazione in patria, i Vescovi si appellano “alla solidarietà della Chiesa in altri paesi e alle istituzioni di cooperazione internazionale”, come la Caritas Internationalis. La situazione è aggravata dal fatto che il governo non riconosce l'emergenza e non permette l'arrivo ufficiale di aiuti, il che non fa altro che peggiorare il quadro attuale. Il Presidente della Conferenza episcopale cita un esempio: “Gli specialisti della Caritas hanno rilevato sul campo una preoccupante crescita della denutrizione infantile tra i minori di cinque anni. Hanno così inviato questi dati alle autorità sanitarie, che però li hanno rifiutati, oltre a proibire la pubblicazione di quelle cifre”. Casi di questo tipo sono all'ordine del giorno, aggiunge il Vescovo: “Inviteremo sempre al dialogo - afferma il Prelato - ma, se ciò non porta risultati, la CEV propone di indire un referendum per conoscere la autentica volontà della popolazione sul futuro del paese. Inoltre continueremo a incoraggiare il popolo ad agire per la propria sopravvivenza”. “Il Venezuela lo dobbiamo costruire tutti”, auspica il Vescovo, mentre palesa che la Chiesa “non è nemica di nessuno, ma accompagna la società con la profezia, la denuncia e l'annuncio del Vangelo”. “Dobbiamo unirci - conclude - formare comunità, aiutarci l'un l'altro, con un senso di comunione che la Chiesa non smette di praticare, soprattutto ora, quando il popolo sta soffrendo”. Intanto, il Consiglio dei Vescovi latinoamericani e la Conferenza episcopale uruguayana, tra gli altri, hanno manifestato la loro preoccupazione e solidarietà al popolo e alla Chiesa venezuelana.

Vice Tutte le news Time26 gennaio 2018 09:55:10


AFRICA/CENTRAFRICA - “Il 2017 un anno segnato dalla violenza contro il popolo e la Chiesa” dice il Cardinale Nzapalainga

09 gennaio 2018 13:40:22 Fides News - Italian

Bangui - “Dove stiamo andando? Che cosa diventerà il popolo del Centrafrica nel 2018” si è chiesto il Cardinale Dieudonné Nzapalainga, Arcivescovo di Bangui, nel suo discorso di apertura della riunione plenaria della Conferenza Episcopale del Centrafrica. Facendo un bilancio dell’anno appena concluso, il Cardinale Nzapalainga ha sottolineato che il 2017 è stato un “anno sciagurato, che ha visto l’assassinio e l'aggressione di molti servi di Dio a Bangui, ma soprattutto nelle nostre province: Banguassou, Alindao, Mokoyo, ecc. Chiese vandalizzate, saccheggiate o bruciate; fedeli martirizzati. Il bilancio dell'anno scorso è allarmante. Ma abbiamo fede nella grande bontà del Signore nei nostri confronti, come Papa Francesco ci ha ricordato così tanto durante il suo soggiorno a Bangui” Nel novembre 2015 Papa Francesco aveva visitato Bangui, dove aveva aperto la Porta Santa del Giubileo Straordinario della Misericordia . La sessione ordinaria della Conferenza Episcopale Centrafricana si è aperta ieri, 8 gennaio e si concluderà domenica 14 gennaio. Al centro dei lavori vi sono questioni come la sicurezza, l’educazione e la sanità. La situazione in diverse aree della Repubblica Centrafricana continua a deteriorarsi. Tra le aree maggiormente colpite dalla presenza di bande armate c’è quella della sotto-prefettura di Paoua, nel nord-ovest al confine con il Camerun, dove dal 27 dicembre si scontrano in violenti combattimenti i membri del RJ e quelli del Mouvement National pour la Libération de la Centrafrique . Almeno 30.000 persone si sono rifugiate nelle città di Paoua, dai villaggi circostanti per le violenze indiscriminate commesse contro la popolazione civile da parte dei guerriglieri di entrambe le fazioni.

Vice Tutte le news Time09 gennaio 2018 13:40:22


NEWS ANALYSIS/OMNIS TERRA - Pakistan: per le minoranze religiose tutela e piena cittadinanza

18 dicembre 2017 14:43:02 Fides News - Italian

Non c’è solo la violenza terroristica, gratuita e distruttiva a colpire le minoranze religiose in Pakistan. L’attacco alla chiesa metodista di Quetta riporta sotto i riflettori la condizione difficile delle minoranze religiose in Pakistan, soprattutto di cristiani e indù che costituiscono rispettivamente il 2% e l’1% su una popolazione di circa 200milioni di abitanti. Per analizzare condizioni e prospettive delle minoranze religiose, leader cristiani, indù, sikh, musulmani e bahai si sono riuniti nei giorni scorsi a Karachi, in una conferenza organizzata dalla Commissione di “Giustizia e Pace” , organismo della Conferenza episcopale cattolica in Pakistan, che lavora dal 1985 per i diritti delle minoranze religiose nel paese . Link correlati : Continua a leggere la news analysis su Omnis Terra

Vice Tutte le news Time18 dicembre 2017 14:43:02


AFRICA/NIGERIA - L'Arcivescovo Kaigama: “Siamo grati a Papa Francesco per l'appello al rilascio delle suore”

18 dicembre 2017 13:22:30 Fides News - Italian

Abuja - “Siamo molto rincuorati che la voce del Santo Padre si è aggiunta alla nostra per chiedere ai rapitori il rilascio delle sei religiose che sono prigioniere da circa un mese” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama, Arcivescovo di Jos e Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, in riferimento all’appello lanciato da Papa Francesco dopo l’Angelus di ieri, domenica 17 dicembre. “Mi unisco di cuore all’appello dei Vescovi della Nigeria per la liberazione delle sei Suore del Cuore Eucaristico di Cristo, rapite circa un mese fa dal loro convento a Iguoriakhi” ha detto Papa Francesco. “Prego con insistenza per loro e per tutte le altre persone che si trovano in questa dolorosa condizione: possano, in occasione del Natale, ritornare finalmente alle loro case” ha auspicato il Papa che ha poi chiesto ai fedeli di pregare insieme recitando l’Ave o Maria. “Continuiamo a pregare e stiamo esplorando diverse strade per assicurare il loro rilascio, finora purtroppo i nostri sforzi non hanno avuto successo” dice Mons. Kaigama. Mons. Kaigama ricorda che “nel corso della cerimonia per erigere la nuova diocesi di Bomadi , abbiamo chiesto i fedeli di pregare per la liberazione delle religiose ed una speciale preghiera in loro favore è stata elevata alla fine della Messa”. “La nostra Conferenza Episcopale ha pubblicato una dichiarazione nella quale chiede ai rapitori di convertire i loro cuori e di liberare le suore. Siamo molto contenti che il Papa abbia assicurato le sue preghiere per la rapida liberazione delle religiose in modo che possano essere restituite alle loro famiglie e alla loro congregazione” conclude Mons. Kaigama. Nella dichiarazione pubblicata il 15 dicembre, la Conferenza Episcopale della Nigeria afferma che “gli agenti delle tenebre continuano a tenere il nostro popolo sotto ricatto attraverso i rapimenti, le rapina a mano armata e altre attività disumanizzanti". "Siamo rattristati e addolorati dalla continua detenzione delle nostre figlie, le Suore del Cuore Eucaristico di Cristo, che sono state rapite quasi un mese fa nel loro convento a Iguoriakhi, vicino a Benin City. Facciamo appello a coloro che le trattengono perché esaudiscano il nostro appello, rilasciandole immediatamente”. I rapimenti a scopi estorsivi sono diventati una piaga in diverse zone del sud della Nigeria, che non risparmia neppure sacerdoti e religiosi/e. La Conferenza Episcopale da tempo ha dato la disposizione di non pagare i riscatti richiesti per la liberazione del persone ecclesiastico.

Vice Tutte le news Time18 dicembre 2017 13:22:30


AFRICA/NIGERIA - I Vescovi tedeschi denunciano le persecuzioni dei cristiani in Nigeria

29 novembre 2017 13:20:26 Fides News - Italian

Berlino - “La Conferenza episcopale tedesca è solidale con i cristiani perseguitati in tutto il mondo” ha dichiarato il 28 novembre, a Berlino, Sua Ecc. Mons. Ludwig Schick, Arcivescovo di Bamberg, responsabile per le missioni della Conferenza Episcopale di Germania, nel presentare un opuscolo sulle attività a favore dei cristiani perseguitati in Nigeria. La pubblicazione fa parte dell’iniziativa “Solidarietà con i cristiani perseguitati e oppressi nel nostro tempo”. Mons. Schick ha spiegato che, specialmente nel nord della Nigeria, i cristiani soffrono gli effetti della violenza islamista, per gli attacchi a luoghi di culto, i rapimenti e le violenze brutali da parte del gruppo Boko Haram. Dal 2009, circa 20.000 persone sono state uccise dalla setta islamista. Mons. Schick, che lo scorso aprile ha visitato la Nigeria, ha sottolineato il ruolo positivo giocato in questo contesto dagli sforzi di pace interconfessionali. Grazie all'impegno congiunto della Chiesa e dei dignitari musulmani locali, in alcune regioni si è raggiunto un clima di pace. Il Presidente di Missio Aachen, don Klaus Matthias Krämer, ha sottolineato che una coesistenza religiosa pacifica richiede un impegno determinato, anche di fronte ad amare battute d'arresto. La coesistenza include la libertà dell'individuo di professare e praticare la propria fede, così come di potere sceglierla liberamente. I Vescovi tedeschi hanno avviato nel 2003 la loro opera di sensibilizzazione sulla situazione dei cristiani minacciati, con pubblicazioni e incontri pubblici sulle condizioni a volte drammatiche nelle quali vivono le comunità cristiane perseguitate in diverse parti del mondo.

Vice Tutte le news Time29 novembre 2017 13:20:26


AFRICA/KENYA - “Insegnamento sociale della Chiesa per tutti gli studenti cattolici”, raccomanda l’AMECEA

25 novembre 2017 13:00:47 Fides News - Italian

Nairobi - “Dal nostro incontro è emersa la raccomandazione che l’AMECEA introduca un curriculum universitario sull'insegnamento sociale della Chiesa per tutti gli studenti cattolici”, dice all'Agenzia Fides p. Emmanuel Chimombo al termine dell'incontro dei Coordinatori pastorali delle Conferenze Episcopali che fanno parte dell’Association of Member Episcopal Conferences in Eastern Africa . P. Chimombo, coordinatore pastorale dell’AMECEA, spiega a Fides: "Vorremmo che gli studenti nelle università cattoliche della nostra regione prendessero coscienza dell'insegnamento sociale della Chiesa, accanto alle loro attività accademiche e professionali". "Durante il nostro incontro, i coordinatori pastorali dei paesi membri dell'AMECEA hanno anche raccomandato di stabilire un curriculum comune di educazione religiosa a livello secondario e universitario", continua p. Chimombo. L'incontro di due giorni, che si è concluso a Nairobi il 22 novembre, ha riunito i coordinatori pastorali di Kenya, Uganda, Tanzania, Zambia, Malawi, Etiopia ed Eritrea; solo il Sudan e il Sud Sudan non erano rappresentati. "La situazione politica nel nostro Paese ha reso difficile per i nostri cittadini vivere la nostra fede poiché non è una democrazia", ha detto a Fides Suor Lettemehhet Tzeggay Reda dei Comboniani , Coordinatrice Pastorale della Conferenza Episcopale dell'Eritrea , che descrive la persecuzione della Chiesa nel suo Paese, che include la distruzione di proprietà ecclesiastiche da parte del governo. La riunione di Nairobi ha infine raccomandato all'AMECEA di istituire uffici di collegamento parlamentare con la Comunità dell'Africa orientale e con quelli dei rispettivi Paesi. DBO - L.M.)

Vice Tutte le news Time25 novembre 2017 13:00:47


AFRICA/CONGO RD - Oltre 50 manifestanti uccisi tra aprile e ottobre: la denuncia della Conferenza Episcopale

22 novembre 2017 12:43:25 Fides News - Italian

Kinshasa - Sono 56 le persone uccise durante manifestazioni e riunioni pubbliche nella Repubblica Democratica del Congo tra aprile e ottobre di quest’anno. Lo denuncia il rapporto “Monitoraggio delle manifestazioni e delle riunioni pubbliche” che è stato redatto da 200 osservatori per conto della Conferenza Episcopale Nazionale del Congo . “Manifestazioni e riunioni pubbliche organizzate dall’opposizione politica, dalle organizzazioni della società civile e dai movimenti civici che non fanno parte del governo sono state soffocate, impedite, vietate e disperse dalla polizia con l’uso di gas lacrimogeni, e con il tiro di proiettili reali. Risulta dal rapporto che almeno 56 persone sono rimaste uccise, di cui 52 dalle pallottole, una dai gas lacrimogeni” ha dichiarato il 20 novembre a Kinshasa don Donatien Nshole, Segretario Generale della CENCO, presentando il rapporto ai politici e al clero. La CENCO denuncia una violazione dei diritti umani, in un Paese che si trova ancora nel Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite. “Esiste un’ambiguità nella legge sulla organizzazione di manifestazioni e incontri pubblici, perché quelli organizzati da interlocutori del governo si sono sempre svolti in pace”, ha aggiunto il segretario generale della CENCO. Nello stesso periodo, sono stati registrati 355 arresti di manifestanti e organizzatori, e diversi atti di vandalismo: una sotto-stazione di polizia bruciata, un negozio di proprietà di un cittadino cinese saccheggiato, 4 jeep della polizia incendiate, e 3 poliziotti uccisi dai manifestanti. Lambert Mende, ministro della comunicazione e dei media, e portavoce del governo, ha reagito stigmatizzando la mancanza di identità delle vittime perché, secondo lui, le cifre da sole non aiutano il governo a intraprendere alcuna indagine. Mende accusa la CENCO di impegnarsi in una "Politica di discredito”. Eppure le violazioni citate dalla CENCO sono ben note. Il 15 novembre, la polizia ha arrestato Binja Happy Yalala, una ragazza di 15 anni, in una manifestazione pacifica a Idjwi, nell'est del Paese. La scorsa settimana le Nazioni Unite e in diversi Stati, tra cui Canada e Svizzera, hanno esortato le autorità congolesi a rispettare le libertà fondamentali, come previsto dalla Costituzione congolese, compresa la libertà di riunione e di manifestazione.

Vice Tutte le news Time22 novembre 2017 12:43:25


AFRICA/CONGO RD - 56 manifestanti uccisi tra aprile e ottobre accusa un rapporto della Conferenza Episcopale

22 novembre 2017 11:23:19 Fides News - Italian

Kinshasa - Sono 56 le persone uccise durante manifestazioni e riunioni pubbliche nella Repubblica Democratica del Congo tra aprile e ottobre di quest’anno. Lo denuncia il rapporto “monitoraggio delle manifestazioni e delle riunioni pubbliche” che è stato redatto da 200 osservatori per conto della Conferenza Episcopale Nazionale del Congo . “Manifestazioni e riunioni pubbliche organizzate dell’opposizione politica, dalle organizzazioni della società civile e dai movimenti civici che non fanno parte del governo sono state soffocate, impedite, vietate e disperse dalla polizia con l’uso di gas lacrimogeni, e con il tiro di proiettili reali. Risulta dal rapporto che almeno 56 persone sono uccise, di cui 52 dalle pallottole, una dai gas lacrimogeni” ha dichiarato il 20 novembre a Kinshasa don Donatien Nshole, Segretario Generale della CENCO, presentando il rapporto ai politici e al clero. La CENCO denuncia una violazione dei diritti umani, in un Paese che si trova ancora nel Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite. “Esiste un’ambiguità nella legge sulla organizzazione di manifestazioni e incontri pubblici, perché quelli organizzati da interlocutori del governo si sono sempre svolte in pace”, ha aggiunto il segretario generale della CENCO. Nello stesso periodo, sono stati registrati 355 arresti di manifestanti e gli organizzatori, e diversi atti di vandalismo: una sotto-stazione di polizia bruciata, un negozio di proprietà di un cittadino cinese saccheggiato, 4 jeep della polizia incendiate, e 3 poliziotti uccisi dai manifestanti. Lambert Mende, ministro della comunicazione e dei media, e portavoce del governo ha reagito stigmatizzando la mancanza di identità delle vittime perché, secondo lui, le cifre da sole non aiutano il governo a intraprendere alcuna indagine. Mende accusa la CENCO di impegnarsi in una "Politica di discredito”. Eppure le violazioni citate dalla CENCO sono ben note. Il 15 novembre, la polizia ha arrestato Binja Happy Yalala, una ragazza di 15 anni, in una manifestazione pacifica a Idjwi, nell'est del Paese. La scorsa settimana le Nazioni Unite e in diversi Stati, tra cui Canada e Svizzera, hanno esortato le autorità congolesi a rispettare le libertà fondamentali, come previsto dalla Costituzione congolese, compresa la libertà di riunione e di manifestazione.

Vice Tutte le news Time22 novembre 2017 11:23:19


AMERICA/PARAGUAY - I Vescovi: dopo i momenti critici, le elezioni consentono di fare scelte sul presente e sul futuro

03 novembre 2017 11:16:32 Fides News - Italian

Asuncion – I Vescovi della Conferenza Episcopale del Paraguay saranno in visita Ad limina apostolorum in Vaticano, dal 5 al 12 novembre, “portando con sè il rapporto del ministero episcopale di ognuno e della stessa Conferenza dei Vescovi, insieme alle preoccupazioni, ai bisogni, alle richieste e ai desideri dei nostri fedeli e della nostra realtà, per affidarli con fede alla Sede apostolica, condividerli con la Chiesa universale e rinnovare la comunione ecclesiale nella speranza e nella carità". Così inizia il documento della Conferenza Episcopale del Paraguay a conclusione della 216.ma Assemblea Plenaria celebrata ad ottobre, che spiega come la visita Ad limina sia “un momento importante dell'esercizio pastorale, in cui il Santo Padre riceve i Pastori della nostra Chiesa del Paraguay per discutere le questioni riguardanti la nostra missione ecclesiale”. Sono molti i temi importanti presi in considerazione nell’ampio documento pervenuto a Fides: la famiglia, la vita, l'istruzione pubblica, la teoria o ideologia del genere, le esigenze del rispetto e della convivenza nella democrazia. Anche la prospettiva delle elezioni generali del paese, fissate per il 22 aprile 2018, rientra nella riflessione proposta dalla CEP. “La nostra coesistenza fraterna in Paraguay ha attraversato prove difficili – sottolinea il testo -, anche se abbiamo lasciato alle spalle alcuni momenti critici, dobbiamo ricordare che ci sono ancora sfide e situazioni sociali che richiedono attenzione per potersi sviluppare a beneficio di tutti. L'inizio del periodo elettorale è per tutti i cittadini l'opportunità di fare scelte sul presente e sul futuro, discernendo le implicazioni morali e religiose delle proposte e dei programmi politici dei candidati”. “Le autorità che scegliamo – proseguono i Vescovi - devono fare del loro meglio per costruire la fiducia, rafforzare l'unità, assicurare il dialogo e lavorare insieme in armonia, includendo tutti. Il voto è l'inizio di una sequenza importante della vita democratica del paese…Come Pastori desideriamo invitare ogni cittadino ad esercitare il suo voto in modo responsabile.” La Conferenza Episcopale quindi esorta: “La nostra Chiesa è invitata ad abbracciare con speranza le sfide della conversione pastorale e a rimanere protagonista di un mondo più umano, di una società più fraterna, di un modo di vivere più aperto alla trascendenza e al senso della creazione. Come Pastori vogliamo vedere crescere i fedeli laici, vivendo il loro impegno sociale e politico, indispensabile per il rinnovamento della nostra patria.” Il documento si conclude con l’invito ad una coesistenza basata sul rispetto e senza paure, guardando sempre “oltre le innegabili differenze, cosa che fa bene a tutti”. Il Paraguay ha vissuto un periodo molto burrascoso nell'ambito politico. Malgrado morti e feriti dopo i violenti scontri davanti alla sede del Congresso nella capitale, alla fine di marzo per una proposta anticostituzionale di rielezione del Presidente senza la consultazione popolare, il paese è riuscito a riprendere la strada del dialogo, anche con l'aiuto della Chiesa .

Vice Tutte le news Time03 novembre 2017 11:16:32


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