AFRICA/EGITTO - Vescovi egiziani: oggi in Egitto non c'è “persecuzione” contro i cristiani

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13 gennaio 2018 12:40:02 Fides News - Italian

Il Cairo – Le aggressioni di tipo settario e lo stragismo di marca jihadista che negli ultimi tempi hanno colpito i cristiani copti non possono essere strumentalizzati per far passare l'idea che in Egitto i cristiani sono sistematicamente perseguitati, attribuendo la colpa di tale presunta persecuzione all'attuale governo. E' questo il giudizio condiviso che vescovi di diverse comunità cristiane egiziane hanno espresso in interventi e interviste rilanciati nelle ultime ore dai media egiziani. Anba Benyamin, Vescovo copto ortodosso di Al Manufiyya, ha voluto sottolineare in particolare che il Presidente Abdel Fattah al Sisi, attuale “uomo forte” dell'Egitto, sta offrendo ai cristiani più di quanto riceva in cambio, e non gli può essere imputata alcune responsabilità in merito alle violenze e alle stragi che hanno colpito i cristiani copti negli ultimi anni. Gli ha fatto eco il Vescovo copto cattolico Youhanna Golta, secondo il quale “non c'è persecuzione dei cristiani in Egitto”, ma ci sono problemi relativi alla sicurezza dei cristiani e degli altri cittadini, messa a rischio dalle strategie del terrore. Un'emergenza che lo Stato è chiamato a affrontare e risolvere, come capita in ogni nazione. Rispetto alle manovre di chi fa riferimento al martirio dei copti per dedurne che in Egitto i cristiani sono perseguitati, il Vescovo cpro cattolico ha sottolineato che “gli estremisti non hanno pietà né dei cristiani, né dei musulmani”. Anche per Nabil Naguib, responsabile per la comunicazione della Chiesa evangelica in Egitto, “quelli che parlano di persecuzione dei cristiani in Egitto si trovano tutti fuori dall'Egitto”. Naguib, riconoscendo l'esistenza di gruppi settari e individui che hanno comportamenti aggressivi nei confronti dei cristiani, ha comunque ribadito che il termine “persecuzione” è inappropriato a descrivere l'attuale condizione attuale dei cristiani egiziani. . Articolo completo su AFRICA/EGITTO - Vescovi egiziani: oggi in Egitto non c'è “persecuzione” contro i cristiani

Vice Tutte le news Time13 gennaio 2018 12:40:02


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AFRICA/EGITTO - Politici copti respingono come “operazione politica” la Risoluzione del Congresso USA in difesa dei cristiani egiziani

2.3852606 28 dicembre 2017 12:46:12 Fides News - Italian

Il Cairo – La bozza di risoluzione sull'allarme “per gli attacchi contro i cristiani copti in Egitto”, sottoposta alla discussione del Congresso USA da sei parlamentari statunitensi lo scorso 21 dicembre, sta provocando reazioni polemiche in Egitto, anche da parte di parlamentari egiziani di fede copta. Nel testo della bozza di risoluzione 673, dopo una sommaria descrizione di fatti e vicende riguardanti le comunità cristiane in Egitto, si chiede al Congresso di richiamare il governo egiziano “ad attuare riforme serie e legittime per garantire ai cristiani copti gli stessi diritti e le stesse opportunità di tutti gli altri cittadini egiziani”. In particolare, viene richiamata l'urgenza di provvedimenti da parte delle autorità egiziane a favore di una riforma dell'istruzione che garantisca “l'insegnamento di tutte le religioni” e per “una riforma politica che garantisca i diritti umani, le libertà fondamentali e allo stato di diritto”. Tra le reazioni negative provocate dalla Risoluzione sottoposta al dibattito del Congresso USA si fa notare quella di Hafez Abu Saada membro del Consiglio nazionale per i diritti umani. L'attivista, conosciuto anche fuori dall'Egitto per le sue campagne in difesa dei diritti di cittadinanza nella proira Patria, , ha affermato che la risoluzione USA va considerata solo come uno strumento utilizzato dagli USA per fare pressione politica sul governo egiziano, e magari per giustificare un futuro taglio del sostegno economico statunitense a favore dell'Egitto. Secondo Hafez Abu Saada, nell'Egitto di oggi non esistono discriminazioni “istituzionalizzate” nei confronti dei cristiani, e il persistere di violenze e intimidazioni di carattere settario contro i copti non può essere imputato all'attuale leadership politica, che periodicamente richiama l'urgenza di rinnovare il “discorso religioso” per eliminare ogni forma di connivenza tra la predicazione religiosa e le ideologie estremiste di marca jihadista. Anche la parlamentare copta Suzy Adly Nashed, docente di economia all'Università di Alessandria – riferiscono fonti egiziane consultate dall'Agenzia Fides - ha affermato che la risoluzione USA rappresenta una sorta di rappresaglia politica alle prese di posizione della leadership egiziana contro il riconoscimento USA di Gerusalemme come Capitale dello Stato d'Israele. Secondo Suzy Nashed , la risoluzione USA rappresenta una mossa per “creare confusione” nella società egiziana, e si configura come un'interferenza negli affari interni di un'altra nazione, contraria alle regole della politica internazionale. Secondo il parlamentare egiziano copto Imam Gad dietro la Risoluzione USA ci sono “settori estremisti della diaspora copta”, che strumentalizzano incidenti e violenze di carattere settario ben conosciuti e certo non occultati né minimizzati dalle autorità egiziane. Tale interferenza – ha aggiunto Imam Gad – non aiuta i processi per affermare in Egitto lo Stato di diritto e il principio di cittadinanza. .

Vice Tutte le news Time28 dicembre 2017 12:46:12


AFRICA/NIGERIA - I Vescovi tedeschi denunciano le persecuzioni dei cristiani in Nigeria

2.1309183 29 novembre 2017 13:20:26 Fides News - Italian

Berlino - “La Conferenza episcopale tedesca è solidale con i cristiani perseguitati in tutto il mondo” ha dichiarato il 28 novembre, a Berlino, Sua Ecc. Mons. Ludwig Schick, Arcivescovo di Bamberg, responsabile per le missioni della Conferenza Episcopale di Germania, nel presentare un opuscolo sulle attività a favore dei cristiani perseguitati in Nigeria. La pubblicazione fa parte dell’iniziativa “Solidarietà con i cristiani perseguitati e oppressi nel nostro tempo”. Mons. Schick ha spiegato che, specialmente nel nord della Nigeria, i cristiani soffrono gli effetti della violenza islamista, per gli attacchi a luoghi di culto, i rapimenti e le violenze brutali da parte del gruppo Boko Haram. Dal 2009, circa 20.000 persone sono state uccise dalla setta islamista. Mons. Schick, che lo scorso aprile ha visitato la Nigeria, ha sottolineato il ruolo positivo giocato in questo contesto dagli sforzi di pace interconfessionali. Grazie all'impegno congiunto della Chiesa e dei dignitari musulmani locali, in alcune regioni si è raggiunto un clima di pace. Il Presidente di Missio Aachen, don Klaus Matthias Krämer, ha sottolineato che una coesistenza religiosa pacifica richiede un impegno determinato, anche di fronte ad amare battute d'arresto. La coesistenza include la libertà dell'individuo di professare e praticare la propria fede, così come di potere sceglierla liberamente. I Vescovi tedeschi hanno avviato nel 2003 la loro opera di sensibilizzazione sulla situazione dei cristiani minacciati, con pubblicazioni e incontri pubblici sulle condizioni a volte drammatiche nelle quali vivono le comunità cristiane perseguitate in diverse parti del mondo.

Vice Tutte le news Time29 novembre 2017 13:20:26


AFRICA/EGITTO - Ministro egiziano ai cristiani: sicurezza a rischio, diminuire visite e celebrazioni nelle chiese

2.1309183 09 giugno 2017 12:53:28 Fides News - Italian

Il Cairo – L'Egitto è sotto attacco di forxe che vogliono destabilizzare il Paese, e tra le misure di sicurezza promosse dagli apparati dello Stato c'è anche il consiglio rivolto ai cristiani di diminuire visite e celebrazioni nelle chiese e nei monasteri, evitando in questa fase emergenziale di radunare folle cospicue presso il luoghi di culto e di preghiera. Il suggerimento è stato espresso di persona dal Ministro degli Interni Magdi Abdel Ghaffar, durante un incontro avvenuto giovedì 8 giugno con i massimi responsabili della sicurezza delle provincie egiziane dove sono più elevati i rischi di azioni terroristiche messe in atto contro la popolazione civile e le forze militari e di polizia. Nel suo intervento, riportato dal media egiziani, tra le altre cose Ghaffar ha confermato che chiese e monasteri saranno al centro di misure di sicurezza adeguate al momento, gestite dagli apparati in coordinamento con le comunità e le autorità ecclesiali locali. Ma ha aggiunto che proprio lo stato di emergenza consiglia di dimunuire l'afflusso alle chiese e ai monasteri di moltitudini di fedeli e pellegrini. Una raccomandazione che appare in contraddizione con i recenti appelli - espressi dai responsabili delle politiche egiziane per il turismo - che puntavano a valorizzare il grande Paese nordafricano come meta di pellegrinaggi da proporre a tutti i cristiani del mondo, sulle orme della Sacra Famiglia, che secondo il racconto evangelico si rifugiò in Egitto per salvare Gesù Bambino dalla violenza di Erode. .

Vice Tutte le news Time09 giugno 2017 12:53:28


AFRICA/EGITTO - Il Vescovo egiziano Antonios Mina: i copti non hanno bisogno di essere “difesi” dall'esterno

1.9082085 12 aprile 2017 13:28:51 Fides News - Italian

Il Cairo – Dopo le stragi di cristiani copti, in Egitto si riaprono dispute e polemiche anche in seno alla comunità islamica. L'intellettuale Islam Buheiry, noto per le sue posizioni critiche verso il governo e anche verso l'esablishment dell'islam “ufficiale”, è tornato a attaccare anche l'attuale dirigenza dell'Università islamica di al Azhar, accusandola di tollerare all'interno dei propri programmi anche insegnamenti e posizioni che giustificano violenze nei confronti degli “infedeli”. Intanto anche ieri il dottor Abbas Shoman, sotto-segretario di al Azhar, è tornato a ribadire che gli autori delle stragi nelle chiese hanno violato gli insegnamenti dell'islam, agendo con l'intento mirato di “distruggere l'Egitto”. Anche Anba Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico emerito di Guizeh, considera manipolatorie le mosse di chi fa riferimento alle stragi della domenica delle Palme per fomentare contrapposizioni tra cristiani e musulmnai in Egitto: “Il Paese è compatto” riferisce all'Agenzia Fides Anba Antonios “e tanti musulmani sono addolorati quanto noi: stavolta si vede che le loro non sono parole di circostanza, gli eventi di domenica scorsa li hanno toccati nel profondo”. Il Vescovo emerito di Guizeh racconta che tutta la popolazione manifesta e gratitudine anche per le parole di Papa Francesco, e per la scelta di confermare la prossima visita papale in Egitto. Mentre bolla come strumentali le dichiarazioni di chi, in Occidente, insiste sulla necessità di “difendere” i cristiani in Egitto: “Difenderli contro chi?”, chiede il Vescovo Antonios Mina, e aggiunge: “Se c'era un'oppressione da parte di uno Stato o di un governo, frasi del genere potevano avere senso. Ma adesso è chiaro a tutti che i terroristi fanno stragi per dsatabilizzare il Paese, e mirano proprio a rompere la convivenza tra cristiani e musulmani. Non abbiamo bisogno di essere difesi dall'esterno. Abbiamo solo bisogno di non essere divisi dai nostri fratelli musulmani. Sono loro che possono difenderci, e noi dobbiamo aiutarli e aiutare la polizia a resistere a questi gruppi strani che seminano morte, nascondendosi dietro ideologie pseudo-religiose”. Era stato il Vescovo Antonios Aziz Mina a far notare all'Agenzia Fides che i copti trucidati dai jihadisti dello Stato Islamico in Libia nel febbraio 2015 erano morti pronunciando il nome di Cristo. “Il video che ritrae la loro esecuzione” aveva riferito quella volta Anba Antonios “è stato costruito come un'agghiacciante messinscena cinematografica, con l'intento di spargere terrore. Eppure, in quel prodotto diabolico della finzione e dell'orrore sanguinario, si vede che alcuni dei martiri, nel momento della loro barbara esecuzione, ripetono ‘Signore Gesù Cristo’. Il nome di Gesù è stata l'ultima parola affiorata sulle loro labbra. Come nella passione dei primi martiri, si sono affidati a Colui che poco dopo li avrebbe accolti. E così hanno celebrato la loro vittoria, la vittoria che nessun carnefice potrà loro togliere. Quel nome sussurrato nell'ultimo istante è stato come il sigillo del loro martirio”. .

Vice Tutte le news Time12 aprile 2017 13:28:51


AFRICA/EGITTO - Commenti positivi e polemiche sul caso dei cristiani etiopi liberati in Libia con l'intervento egiziano

1.9082085 12 maggio 2015 14:10:15 Fides News - Italian

Il Cairo – Il caso recente di 27 cristiani etiopi rapiti in Libia e liberati grazie al coinvolgimento decisivo degli apparati egiziani sta suscitando valutazioni positive intorno all'impegno profuso dal governo egiziano nell'operazione. Giovedì 7 maggio, è stato lo stesso Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ad accogliere all'aeroporto del Cairo i 27 etiopi liberati dopo che erano caduti nelle mani di gruppi jihadisti operanti in territorio libico. I media egiziani hanno confermato il coinvolgimento diretto degli apparati militari e di intelligence egiziana nella liberazione degli ostaggi, senza fornire dettagli sulle modalità dell'operazione e il livello dell'implicazione egiziana. Il Presidente al-Sisi, durante l'accoglienza dei sequestrati liberati, si è limitato a dire che gli apparati egiziani “hanno fatto ogni sforzo” per “liberare e proteggere i nostri fratelli etiopi”. L'efficacia dell'intervento egiziano è stata apprezzata ed esaltata da commentatori e politici etiopi. Il Primo Ministro etiope Hailemariam Desalegn ha telefonato ad al-Sisi, esprimendogli riconoscenza per tutte le decisioni che mirano a “assicurare stabilità all'Egitto e ai Paesi arabi e africani la cui sicurezza legata a quella del Mar Rosso”. Mentre il professore e opinion maker Alemayehu G.Mariam ha pubblicamente polemizzato con le autorità etiopiche per lo scarso impegno adoperato nella tutela degli etiopi esposti in Libia alle violenze delle bande armate. .

Vice Tutte le news Time12 maggio 2015 14:10:15


AFRICA/EGITTO - Il Vescovo copto Antonios Aziz Mina sui cristiani etiopi massacrati: nei martiri risplende la vittoria di Cristo

1.9082085 20 aprile 2015 13:07:31 Fides News - Italian

Il Cairo - I Patriarchi e i Vescovi cattolici d'Egitto, raccolti al Cairo per la periodica assemblea che li vede riuniti due volte l'anno, dedicheranno parte della loro comune riflessione pastorale alle nuove stragi di cristiani etiopi compiute dai jihadisti dello Stato Islamico e da loro documentate in filmati confezionati con macabra professionalità per essere diffusi online come strumenti della loro delirante propaganda. Nel nuovo video rilanciato come prodotto dal Furqan Media – accreditatosi come network mediatico di riferimento dello Stato Islamico – si vedono due diversi gruppi di prigionieri presentati come cristiani etiopi che vengono massacrati per decapitazione e con colpi di arma da fuoco alla nuca in un luogo desertico e su una spiaggia libici. Il video, accompagnato dai soliti slogan contro la “nazione della croce” e corredato con immagini di distruzioni di chiese, icone e tombe cristiane, ripete, rivolto ai cristiani, che per loro non ci sarà salvezza se non si convertono all'islam o non accettano di pagare la “tassa di protezione”. Nel video – particolare eloquente – le vittime vengono presentate come appartenenti alla “ostile Chiesa etiope”. Al momento mancano verifiche e conferme indipendenti sull'identità delle vittime. Secondo fonti del governo e della Chiesa ortodossa d'Etiopia, è probabile che si tratti di poveri emigranti etiopi appartenenti alle moltitudini di uomini e donne che provano a raggiungere l'Europa attraversando la Libia e poi imbarcandosi sui barconi gestiti dalla rete criminale degli scafisti. “Il Patriarca della Chiesa ortodossa d'Etiopia Mathias I” riferisce all'Agenzia Fides Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico di Guizeh “aveva programmato di venire in Egitto e ripartire insieme al Patriarca copto Tawadros II per partecipare a Erevan alle commemorazioni del Genocidio armeno. Adesso, all'ultimo momento ha dovuto annullare la visita, si è scusato e ha detto che rimarrà in Etiopia. Le storie di martirio del passato incrociano le storie dei martiri di oggi”. La Chiesa ortodossa d'Etiopia è stata vincolata giurisdizionalmente al Patriarcato copto di Alessandria d'Egitto fino al 1959, anno in cui è stata riconosciuta come Chiesa autocefala dal Patriarca copto Cirillo VI. Proprio lo scorso aprile Abuna Mathias aveva compiuto una storica visita in Egitto, che aveva segnato anche un passo importante nel superamento di passati contrasti tra le due Chiese. Il Patriarca etiope era stato ricevuto con tutti gli onori anche dal presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi. “Colpisce” fa notare Anba Antonios “che la Chiesa etiope venga definita 'Chiesa ostile'... evidentemente questi strani jihadisti seguono anche i risvolti politici degli incontri tra le Chiese. Ma nel grande dolore” aggiunge il Vescovo copto cattolico “continuiamo a guardare a queste vicende con lo sguardo della fede. La filiera dei martiri non è finita, e accompagnerà tutta la storia, fino alla fine. I cristiani non cercano il martirio, vogliono vivere nella pace e nella letizia. Ma se il martirio arriva, è un conforto vedere che può essere accettato con la stessa pace con cui lo hanno accettato i copti che pronunciavano il nome di Cristo e a Lui si affidavano mentre venivano sgozzati. La Chiesa non si è mai lamentata del martirio, ma ha sempre celebrato i martiri come coloro in cui, proprio mentre vengono uccisi, risplende la grande e consolante vittoria di Cristo”. .

Vice Tutte le news Time20 aprile 2015 13:07:31


AFRICA/EGITTO - Le Chiese egiziane pregano insieme per la Patria

1.9082085 07 febbraio 2015 12:31:10 Fides News - Italian

Il Cairo – In Egitto la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, in programma da lunedì 9 a sabato 15 febbraio, sarà vissuta da tutte le Chiese e comunità cristiane presenti in Egitto anche per invocare insieme la protezione e l'aiuto del Signore su tutta la nazione egiziana, nel delicato momento che essa sta attraversando. “Ogni giorno, al Cairo - riferisce all'Agenzia Fides il Vescovo Adel Zaki OFM, Vicario episcopale di Alessandria d'Egitto per i cattolici di rito latino - una Chiesa ospiterà presso la propria cattedrale o presso la propria basilica i rappresentanti delle altre Chiese e denominazioni, per condividere insieme la liturgia della Parola e la preghiera comune. Quest'anno le riflessioni e le omelie prenderanno spunto dalla richiesta che Gesù rivolge alla Samaritana nel loro incontro davanti al pozzo. Ma più delle altre volte, nella preghiera comune l'intenzione ecumenica dell'unità tra i cristiani si fonderà con la condivisa sollecitudine di tutte le Chiese per le sorti della nostra Patria, in questo delicato momento di transizione”. .

Vice Tutte le news Time07 febbraio 2015 12:31:10


AFRICA/EGITTO - L'assemblea dei Vescovi cattolici discute del sostegno alle scuole cristiane

1.9028304 16 gennaio 2015 12:43:48 Fides News - Italian

Il Cairo - Nei giorni 13 e 14 gennaio, nel distretto cairota di Maadi, si è riunita la periodica assemblea dei Vescovi cattolici in Egitto. All'incontro, svoltosi sotto la presidenza del Patriarca copto cattolico Ibrahim Isaac Sidrak, ha preso parte anche il Patriarca greco-melchita Grégoire III, in qualità di vice-presidente dell'organismo ecclesiale. Al centro dei lavori è stato posto il necessario coordinamento tra le diverse comunità cattoliche nella condivisione della comune missione apostolica, e particolare attenzione è stata dedicata alle iniziative del Segretariato delle scuole cristiane, che continuano a svolgere un compito prezioso e universalmente apprezzato nella società egiziana nella fase storica complessa e problematica attraversata dal grande Paese africano. I Vescovi cattolici presenti in Egitto si sono anche confrontati sulle iniziative messe in cantiere per celebrare e vivere in maniera feconda l'Anno dedicato alla Vita Consacrata, ed è stato da tutti rimarcato il miglioramento dei rapporti ecumenici con la Chiesa copta ortodossa, iniziato dopo l'elezione a Patriarca di Tawadros II. “Papa Tawadros - conferma all'Agenzia Fides Anba Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico di Guizeh - trova ancora alcune resistenze in certi ambienti ecclesiali, anche su questioni ecumeniche delicate. Lui, con la sua saggezza pastorale, sa che il terreno deve essere preparato, e per fare questo occorre tempo e pazienza”.

Vice Tutte le news Time16 gennaio 2015 12:43:48


AFRICA/EGITTO - Nel Governatorato di Minya pagati 120 milioni di lire egiziane, in 4 anni, per il riscatto dei cristiani rapiti

1.8502116 09 dicembre 2014 12:45:40 Fides News - Italian

Minya – Nell'Alto Egitto, il rapimento sistematico di persone appartenenti alla comunità cristiana copta ha assunto ormai i tratti di un vero e proprio business criminale: secondo dati forniti ai media locali dal copto Mina Thabet, militante dell'Unione giovanile Maspero e fondatore del Partito d'iniziativa popolare, nel solo Governatorato di Minya la somma complessiva di denaro versata per pagare il riscatto di cristiani rapiti a partire dal gennaio 2011 – quando in Egitto iniziò la cosiddetta “primavera araba” che avrebbe portato alla caduta del regime di Hosni Mubarak – ha ormai superato la cifra di 120 milioni di lire egiziane. Pari a più di 16 milioni di euro. A giudizio dell'attivista egiziano, le bande che si accaniscono contro i cristiani copti trovano coperture anche negli apparati che dovrebbero garantire la sicurezza sociale. La diffusa corruzione spiega almeno in parte la scarsa capacità di reazione delle forze dell'ordine davanti a tali atti criminali. “Purtroppo – ha dichiarato all'Agenzia Fides Anba Kyrillos William, Vescovo copto cattolico di Assiut - il fenomeno continua e non si vedono miglioramenti. Le operazioni di polizia, come quelle realizzate nella zona di Assiut lo scorso febbraio, sono episodiche e non riescono a risolvere il problema”. Attualmente si teme per la sorte di un cristiano copto, padre di tre figli, rapito nell'area di Minya, la cui famiglia non è riuscita finora a raccogliere la somma richiesta dai rapitori per il riscatto. .

Vice Tutte le news Time09 dicembre 2014 12:45:40


AFRICA/EGITTO - E' una cristiana copta la prima donna eletta alla guida di un Partito egiziano

1.8502116 24 febbraio 2014 13:21:59 Fides News - Italian

Il Cairo – La copta ortodossa Hala Shukrallah, eletta presidente del Partito della Costituzione, è la prima donna giunta alla guida di un Partito egiziano. Succede al premio Nobel Mohamed El Baradei, che nell'aprile 2012 aveva dato vita al Partito della Costituzione presentandolo come una forza politica “inclusiva”, con l'obiettivo di raccogliere consensi tra i giovani superando la contrapposizione tra formazioni politiche “religiose” e formazioni “laiche”. 59 anni, sociologa di sinistra approdata a posizioni social-democratiche, Shukrallah ha preso parte nel 2006 alla fondazione del Movimento degli egiziani contro la discriminazione. Nelle sue prime dichiarazioni, la neo-presidente del Partito della Costituzione ha fatto capire di non apprezzare troppo l'insistenza con cui i media fanno riferimento al suo essere la “prima donna e la prima copta” giunta alla guida di un Partito. A giudizio di Shukrallah, a volte tale insistenza induce le persone a fermarsi alle etichette e impedisce loro di “confrontarsi con i contenuti di ciò che stai dicendo”. .

Vice Tutte le news Time24 febbraio 2014 13:21:59